Foto Kobudo

Kobudo

Con il termine Kobudo si indica un’arte marziale, ormai parte integrante del Ju-Jitsu, che studia le tecniche di combattimento con le armi tradizionali. Si intendono per "armi tradizionali" gli oggetti comuni che i contadini e pescatori avevano a disposizione per svolgere il loro lavoro. Tra i fattori che hanno portato alla nascita di questa disciplina, vi è, infatti, soprattutto la necessità dei contadini giapponesi, classe da sempre sfruttata e maltrattata, di proteggersi contro le molte aggressioni che erano costretti a subire. Il Kobudo ha i propri natali ad Okinawa, isola da sempre vessata da invasioni di pirati e predoni. Nel 1588 il kampaku Hideyoshi con un proprio editto dette il via a quella che passò alla storia come la "caccia alla spada"; decretò infatti che solo i samurai potevano portare questa arma, facendola confiscare a tutti quelli che non appartenevano a quella casta. I contadini si trovarono quindi disarmati di fronte ai propri nemici, ed iniziarono ad affinare le tecniche che poi confluirono in quest’arte marziale.

Accanto allo studio delle armi tradizionali è poi stato accostato anche quello delle armi utilizzate dai samurai, e quindi Katana, Wakizashi e Naghinata

Questa arte marziale è poi andata con il tempo ad integrare lo studio del Ju-Jitsu sia per le affinità che presenta con le tecniche dello stesso, sia per integrare completamente le possibilità di difesa del jutsuka.

La WJJIM prevede lo studio del Kobudo sia in un corso a se stante, sia all’interno dei programmi per i DAN.

Periodicamente è possibile il confronto con altri atleti attraverso le gare di Kata con armi.

NUNCHAKU:

Il nunchaku è composto da due bastoni tra loro collegati da una fune o da una catena. I bastoni devono essere lunghi quanto un avambraccio e la catena deve essere di una lunghezza tale da permettere la rotazione dell’arma. Il nunchaku è un’arma prevalentemente offensiva ed è molto versatile, dato che consente numerose possibilità di offesa: è possibile colpire con un bastone in rotazione, oppure eseguire leve articolari, o ancora colpire con le estremità dei bastoni. Originariamente l’arma era uno strumento per battere il grano e il riso. Secondo una teoria, l’arte di maneggiare il nunchaku fu appresa dai contadini giapponesi grazie ai cinesi che si erano insediati, intorno al XIII - XIV sec. nelle isole di Okinawa.

TONFA:

Il tonfa è un manganello che ancora oggi viene utilizzato da molte forze dell’ordine come i nostri Carabinieri. Si presenta come una delle armi più versatili: la sua forma ad elle permette infatti sia un buon attacco che una buona difesa.

Gli attacchi possono essere portati o direttamente, con la parte più corta dell’arma, oppure in rotazione. L’impugnatura (tsuka) permette di eseguire una grande quantità di leve articolari e bloccaggi.

Per quanto riguarda la difesa, la parte esterna del tonfa (tasui) fornisce una buona difesa per l’intero avambraccio

SAI:

Comunemente definito come "pugnale a tre denti", si presenta in realtà come un’arma pungente e contundente. Sulla sua superficie non sono, infatti, presenti lame, e i danni che quest’arma può infliggere sono quelli derivanti e dalla rotazione della stessa e dall’affondo.

I sai (di solito sono usati in coppia) risultano essere molto efficaci anche per la difesa, riuscendo a coprire tutto l’avambraccio ma soprattutto rappresentano un’ottima soluzione contro le spade, che possono essere bloccate dai rostri e, in seguito, essere spezzate.

In origine quest’arma era utilizzata per togliere i pesci dalla rete e metterli nelle ceste.

KAMA:

Il kama è un falcetto, composto da un bastone corto con all’estremità una lama ricurva. Usato di solito in coppia, risulta molto efficace sia in attacco, che in difesa, dove permette la difesa da ogni tipo di arma bianca.

JO:

Il jo è un bastone corto molto efficace e maneggevole. La sua forza sta nell’abilità di farlo scorrere tra le mani, modificandone a piacimento quindi la lunghezza. Permette di affondare, colpire e fare leve articolari.

L’efficacia del jo ha portato alla creazione di una propria arte marziale, il Jodo. Si narra che il fondatore di quest’arte, Gonnosuke Muso, abbia addirittura battuto con il suo jo la spada di Musashi.

BO:

Il bo è un bastone lungo circa 1,80 metri. La maggior portata dell’arma è compensata dalla sua maggior lentezza rispetto al jo.